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Panoramica
Domenica 22 Giugno 2008 09:21
A 9 km da Ferla, si giunge alla necropoli di Filiporto: composta da più di cinquecento tombe, si estende sulle ripide pendici dell’ampia conca ad anfiteatro che digrada verso l’Anapo, e appartiene all’ultima fase della città (IX-VIII secolo a.C.).
Da qui parte un viottolo che, seguendo il versante sud del pianoro e passando per il villaggio bizantino di San Micidiario, conduce (km 1.4) all’Anaktoron. (Castello del Principe).
Costruito alla maniera megalitica a grossi blocchi poligonali, presenta diverse grandi stanze di forma rettangolare, e ricorda nella forma e nella tecnica costruttiva i palazzi micenei della Grecia continentale, dei quali è un’evidente imitazione.
Proseguendo sulla strada si raggiunge subito dopo la porta di Pantalica, il luogo dove l’istmo è sbarrato dalla grandiosa trincea di fortificazione, tagliata nella viva roccia forse già in età sicula, ma certamente rafforzata in età greca con un muro a blocchi squadrati sul lato interno.
Oltrepassato l’istmo, la strada segue il versante nord del pianoro, affacciandosi sulla valle del Calcinara. Nelle precipiti balze sottostanti sono numerosi e densissimi i gruppi di tombe della necropoli Nord-Ovest, una delle più antiche (secolo XII-XI a.C.).
Si giunge quindi ad un pianoro, che si attraversa, lasciando per un attimo a destra la strada per l’Anaktoron, e si scende fino (km 1.9 dalla porta) ad un ponticello su una vallecola, la Cavetta, dai fianchi traforati da grotte di abitazioni di età bizantina.
Prima del ponte un viottolo a destra, dirigendosi verso est lungo il fianco destro della vallecola, raggiunge, in ca. 350 m, il belvedere della Cavetta; da qui si ha una bellissima vista, in basso, verso la confluenza della Cavetta nell’Anapo dove le altissime pareti rocciose, pressoché verticali, sono traforate da fittissimi gruppi di tombe, che formano la necropoli della Cavetta, del secolo IX-VIII.
Oltre il ponticello si lascia a sinistra un sentiero per il villaggio bizantino della Cavetta, e risalendo si giunge (ca. km 2.2 dalla porta) al termine della strada. Un viottolo verso nord permette di raggiungere il belvedere della necropoli Nord, sperone roccioso intorno a cui il Calcinara, fa una stretta ansa. La necropoli Nord è la più vasta e la più fitta di Pantalica, e anche una delle più antiche (secolo XII-XI a.C.).
Dall’Anaktoron un viottolo, che segue il versante sud del pianoro, riconduce (km 1.4) alla porta di Pantalica: dopo un primo tratto in ripida discesa, in un ampio pianoro a sinistra del viottolo sono state messe in luce poche vestigia di un santuario di età greca e romana. Seguendo il viottolo, subito dopo si trova, nelle balze a monte di questo, un gruppo di grandi tombe a camera tagliate nella viva roccia. Sono le più grandiose fra le tombe della necropoli di Pantalica; l’Orsi vi raccolse materiali risalenti ai secoli IX-VIII a.C. ed è probabile fossero le tombe reali, data anche la loro vicinanza al palazzo.
Dopo 100 m, lasciando il viottolo e scendendo verso sud-est, si può raggiungere la chiesetta di San Nicolocchio, cripta rupestre bizantina. Il viottolo si svolge al di sopra della grande necropoli Sud (di cui poco dopo si raggiunge il belvedere), dalla quale, però si hanno solo vedute parziali; si vede bene invece il fitto gruppo di tombe sull’opposta sponda dell’Anapo.
Si raggiunge quindi il belvedere della Necropoli Sud, e dopo un buon tratto, aggirato un promontorio, si arriva al villaggio trogloditico bizantino, con abitazioni rupestri a camere rettangolari assai ampie. Al centro, a picco sulla valle, è la chiesetta rupestre di San Micidiario, un tempo decorata da affreschi bizantini. Dopo una risalita, si attraversa la trincea di fortificazione alla porta di Pantalica, e si è, di nuovo, alla necropoli di Filiporto.
Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Giugno 2008 09:57 )