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Storia, Arte e Cultura
Domenica 22 Giugno 2008 10:15

Palazzolo Acreide si apre al viaggiatore attento e curioso come un autentico scrigno di tesori, crocevia di civilta' e crogiuolo di pietre millenarie, di raffinate e svettanti architetture barocche, di fulminanti paesaggi, di suoni e profumi antichi. Ogni angolo di questa Citta'rimanda alla memoria antiche vicende. Sull'altura dell'Acremonte, i greci, a chiusura del sistema difensivo di Siracusa, eressero Akrai, forse l'area archeologica meglio conservata in Sicilia, non ancora sottratta al suo silenzio millenario. In quest'ambito s'incastonano il teatro greco "il pi piccolo del mondo" e l'area cultuale dedicata alla dea Cibele.

La citta' moderna incanta per le sue chiese, dalle straordinarie facciate barocche e dai preziosi interni, realizzazioni di sconosciuti fabricatores e artigiani locali, le cui opere sovente ascendono le vette dell'arte. Nella Chiesa dell'Annunziata opero' Antonello da Messina, regalando al mondo uno dei dipinti pi famosi della storia dell'arte: l'Annunciazione, oggi custodita al Museo Bellomo di Siracusa. La Chiesa dell'Immacolata ospita ancora oggi una straordinaria Madonna con Bambino del Laurana, opera tra le pi ispirate dell'insigne scultore.

Due delle più belle Chiese di Palazzolo Acreide, San Paolo e San Sebastiano, oltre che l'intero centro storico, sono state dichiarate nel 2003 dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanita'

Non minore stupore destano alcuni edifici liberty. Tra lunghe gradinate e contorte stradine di pietra basaltica si schiudono alla vista del visitatore gli antichi quartieri dell'Orologio e del Castello; quest'ultimo sorge ai piedi dei ruderi di un antico fortilizio di epoca medievale. Entrambi offrono una straordinaria visione sulla Valle dell'Anapo, incontaminata area di estremo pregio naturalistico e paesaggistico.

Particolare BaroccoUna visita al Cimitero monumentale consentira' di apprezzare incredibili cappelle gentilizie, capolavori delle antiche maestranze locali. Il Giardino storico costituisce uno dei vanti della Citta' qui oltre la quiete e la frescura sara' possibile apprezzare una variegata flora e rarissimi arbusti.

Palazzolo Acreide e' inoltre rinomata per la sua cucina. Nei molti ristoranti sparsi per la Citta' sara' possibile assaporare antiche ricette dei Monti Iblei, a base di carni locali e di squisiti sughi, inoltre, in determinati periodi dell'anno, e' possibile anche degustare il rinomato e raro tartufo locale.

Suggestive e straordinarie, sono sia le feste religiose che si svolgono in vari periodi dell'anno e che da sempre suscitano l'interesse di viaggiatori e studiosi, che le divertenti manifestazioni popolari come il Carnevale, peraltro, uno dei pi antichi di Sicilia.

Infine, nella piccola e suggestiva cornice del teatro greco di Akrai si realizzano importanti manifestazioni: a maggio si tiene il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, manifestazione che vede confrontarsi sui temi della cultura classica giovani studenti provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa; tra luglio ed agosto si svolge invece una significativa rassegna musicale che spazia dalla musica classica al jazz.

Distrutta dal terremoto del 1693, la Palazzolo settecentesca rinacque fiorente di monumenti, chiese e palazzi pregevoli opere d'arte. Palazzolo Acreide, singolare tassello del mosaico degli otto comuni del Val di Noto posti sotto la tutela dell'UNESCO "in considerazione dell'eccezionale valore della sua architettura barocca testimonianza dell'esuberante genialita' delle maestranze che si impegnarono nella costruzione del Val di Noto dopo il terribile terremoto del 1693", merita da parte del visitatore una accurata attenzione.

Se si accede a Palazzolo Acreide, da Ovest, nella parte bassa della citta' percorrendo la via Roma si raggiunge Piazza Aldo Moro; sul lato sud della piazza prospetta la Chiesa Madre, dedicata a San Nicolo' l'interno e' a tre navate a croce latina con cupola, la trabeazione del cornicione presenta una ricca decorazione barocca. La facciata, rifatta nel 1893, presenta qualche motivo architettonico classicheggiante. Di fronte alla Chiesa Madre si apprezza la vista laterale della Chiesa di San Paolo che prospetta su Piazza S. Paolo. La chiesa di S. Paolo nasce sulla vecchia chiesa di Santa Sofia: la parte pi pregevole e' la facciata in stile barocco. Si sviluppa in altezza in tre piani ed ha un pronao. Vi si venera San Paolo Apostolo eletto nel 1688 Patrono di Palazzolo Acreide.

Poco più avanti, si apre Piazza Umberto I dove, sul lato ovest, si puo' ammirare Palazzo Zocco dalle interessanti mensole figurate. Da questa piazza, scendendo per via Annunziata si giunge davanti la Chiesa dell'Annunziata, una delle pi antiche di Palazzolo. Ricostruita dopo il terremoto del 1693 la Chiesa ebbe un'impostazione pi maestosa a tre navate. Tre sono i capolavori di indiscusso pregio artistico che la distinguono: l'altare di marmo intarsiato con marmi di diversi colori, rappresentanti l'allegoria della primavera; il settecentesco portale barocco a colonne tortili binate; il quadro dell'Annunciazione di Antonello da Messina, oggi esposto al museo Bellomo di Siracusa.

Particolare BaroccoRitornando in Piazza Umberto I si imbocca via Garibaldi, caratterizzata da interessanti edifici settecenteschi; a destra (al numero civico 127) si incontra Palazzo Iudica-Cafici (oggi Caruso) con la pi lunga balconata barocca del mondo. I mensoloni, in numero di 27, sono mascheroni grotteschi differenti l'uno dall'altro. Continuando a per Via Garibaldi, sempre a destra dopo la scalinata di via Maestranza, al numero 115 si trova il Palazzo Pricone. Ancora più avanti, sulla sinistra, ci si immette in una stradina che conduce alla Chiesa di S. Antonio Abate: progettata inizialmente a tre navate a croce latina, non e' mai stata completata. Il culto preminente e' quello della Madonna Addolorata. Dalla Piazzetta S. Antonio si risale a destra, si attraversa via Garibaldi e percorrendo via Nicolo' Zocco si incrocia via Gaetano Italia; percorrendola scendendo a sinistra si puo' ammirare (n36) Palazzo Cappellani, edificio dei primi del novecento, destinato ad ospitare i reperti della collezione Iudica.

Continuando a percorrere la Via Gaetano Italia e scendendo verso Piazza Liberazione si puo' salire per via San Sebastiano e giungere alla centrale Piazza del Popolo dove si innalza imponente la Chiesa di San Sebastiano con la sua scenografica gradinata e la fastosa facciata a tre ordini. L'interno e' a tre navate con pregevoli stucchi risalenti al 1783 e numerosi quadri tra cui quello di Santa Margherita da Cortona, opera di Vito d'Anna.

Piazza del Popolo e' dominata anche dal Palazzo Municipale che sorge sul sito dove, nell'ottocento, sorgeva il Monastero delle monache Benedettine (Badia); attualmente l'edificio presenta una struttura architettonica classicheggiante e negli intagli decorativi risente dello stile liberty. Lungo il loggiato di sinistra del Municipio si snoda via Carlo Alberto, da qui in via Machiavelli si puo' visitare, nel settecentesco Palazzo Ferla-Bonelli, la Casa Museo, testimonianza etno-antropologica della cultura contadina, frutto della grande passione e dedizione di Antonino Uccello per le tradizioni popolari.

Se si prosegue per via Machiavelli fino alla Chiesa dell'Orologio, imboccando via Soccorso ci si inoltra nel quartiere medioevale fino ai ruderi del Castello; se, invece, si retrocede in via Carlo Alberto, a pochi metri, in Piazza San Michele si staglia la graziosa facciata settecentesca dell'omonima Chiesa. Semplice nel suo insieme, la Chiesa di S. Michele presenta all'interno colonne in stile corinzio.

Da questa piazza si procede per via Acre al termine della quale si imbocca Corso Vittorio Emanuele. Subito a destra l'ampia scalinata da cui si accede alla Chiesa dell'Immacolata dall'elegante e singolare facciata convessa, unico esempio architettonico tra le chiese palazzolesi. L'interno e' arricchito dalla pregevole statua della Madonna col Bambino di Francesco Laurana.

Scendendo per il Corso Vittorio Emanuele, la pi centrale e la pi bella via cittadina, si possono ammirare eleganti edifici del 700 e dell'800: a sinistra al n38 Palazzo Pizzo-Guglielmino, splendido esempio di palazzotto borghese barocco; un po' pi avanti sempre a sinistra (al n10) Palazzo Judica, del XVIII secolo testimonianza architettonica di motivi del tardo barocco che si fondono a decorazioni di gusto spiccatamente neo-classico, attigua a questo Palazzo vi e' un'altra bella costruzione dello stesso periodo edificata dai Messina-Ruiz.

Proseguendo verso Piazza del Popolo, continuando per via San Sebastiano, Piazza Liberazione si giunge in Piazza Pretura dove spicca lineare ed austero il Palazzo della Pretura, edificato intorno al 1880. Attualmente il palazzo ospita il comando della polizia municipale.

Teatro GrecoPoco pi avanti in Piazza Marconi la Villa Comunale, lussureggiante giardino storico, che sorprende i visitatori per la varieta' e la bellezza dei fiori e della flora tutta. La Villa si puo' considerare la prima infrastruttura turistica del paese. E' un'oasi di verde dove nel periodo estivo si puo' trovare refrigerio e quiete all'ombra di alberi secolari . Puo' essere considerata anche un giardino botanico per la grande varieta' e rarita' di alberi, arbusti e siepi. Inizialmente, la Villa si sviluppava su tre viali: uno centrale pi ampio e due laterali pi stretti. Ad abbellire il viale centrale nel 1881, fu posta una statua in pietra, la Flora, opera di Giuseppe Giuliano. Al centro di un elegante disegno di aiuole venne costruita una vasca con ninfee e pesci colorati. In seguito furono tracciati i vialetti che dall'ingresso si addentrano verso il boschetto; tra questi il vialetto che costeggia la via Purbella che, disegnato nel dopoguerra, fu abbellito con lecci ognuno dei quali fu dedicato ad un caduto; oggi il vialetto viene detto delle Rimembranze. Negli anni '50 - '60 furono costruiti il chioschetto (piccolo luogo di ristorazione) e la Rotonda (una piccola pista da ballo). Negli anni '70 la Villa e' stata ulteriormente ampliata.

Da Piazza Marconi procedendo per via Margherita, via Savoia, via Macalle' si giunge in via Nazionale dove, immediatamente sulla destra si trova la Chiesa e il Convento dei Padri Cappuccini. La Chiesa e' di recente costruzione: l'interno, ad una sola navata, ha sei altari marmorei tutti di raffinata fattura.

Proseguendo ancora per via Nazionale, dirigendosi verso l'uscita del paese, a circa 300 m., a sud-est dell'abitato si trova il Cimitero Monumentale. Ultimato nel 1896, esso e' ricco di cappelle gentilizie, mausolei, cappelle borghesi, piccoli monumenti, semplici sepolture. Le pi importanti cappelle gentilizie sono di notevole pregio artistico, il visitatore avra' modo di apprezzare vari stili architettonici quali il liberty e il gotico.

SantoniLa zona archeologica di Akrai oltre al sito dellantica polis comprende due vaste necropoli, quella della Pinita e quella do Colle Orbo, la latomia denominata dei Templi Ferali ed i Santoni. Per vedere i Santoni e' necessario rivolgersi, e ne vale la pena, ad uno dei custodi della zona archeologica che vi guidera' anche nella visita. I Santoni sono dodici grandi quadri scolpiti nella roccia. Un complesso di figure ad alto rilievo, unico al mondo, dedicato al culto della Magna Mater. In ogni rappresentazione compare la dea Cibale assisa in trono con chitone, una lunga veste, ed himation, una sopraveste che cade da una spalla, gira intorno alla vita e scende oltre i ginocchi, sul capo il modio ed i capelli che ricadono intrecciati sulle spalle e sul petto, la mano destra regge una patera e laltra un timpano, una specie di tamburo. Ai lati del trono o nella scena, sono sempre rappresentati uno o due leoni, animali sacri alla dea; i piccoli personaggi rappresentati a fianco della dea Cibale, ora in alto, ora in basso, sono divinita' minori oppure coricanti, sacerdoti della dea. Nella scultura pi grande del complesso, la seconda, Cibale e' rappresentata in posizione stante ed a grandezza naturale, da un lato vi e' Hermes con caduceo e dallaltro Marsia ed una non identificata figura femminile; chiudono la scena, da ambedue i lati, due cavalieri, i Dioscuri. Purtroppo il grado di conservazione delle sculture e' pessimo; si dice che le stesse siano state volutamente distrutte, a colpi di piccone, da un contadino che mal sopportava le continue presenze dei visitatori.

RilievoMa pur essendo rovinate, le figure mantengono un fascino particolare, forse collegato alla suggestione del luogo ed al mistero che circonda il culto della dea in Acre. Le sculture, secondo L. Bernabe' Brea, sono rozze sia nella raffigurazione che nella esecuzione; sicuramente espressione di un culto e di una rappresentazione popolare. Ma se si riesce ad immaginare queste figure oggi rovinate e sbiadite colorate ed adornate con corone bronzee o auree, con bracciali pi o meno preziosi (i fori praticati a fianco delle teste e delle braccia a cio' servivano), ed altri adornamenti di stoffe e di serti di fiori o di querce o di pini, il ricordo e la suggestione di questo complesso archeologico rimarra' unico nei ricordi del visitatore. Il culto della Magna Mater, antichissima pratica orientale, si era estesa anche a Siracusa dove risulta praticata nel IV sec. a.C.; e' probabile che da qui sia stato introdotto ad Akrai. Queste sculture sono state datate al III sec. a.C.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Giugno 2008 07:56 )